Da A ad A


  • Amore assurdo – 4:01
  • Da A ad A – 5:01
  • Animali familiari – 4:00
  • Tra 5 minuti – 2:55
  • Demoni nella notte – 4:36
  • Una storia d’amore e di vanità – 6:38
  • La verità – 4:51
  • U-Blue – 5:17 (ft. Anna Lou Castoldi)
  • La cosa – 6:08
  • Liebestod – 6:45 (ft. Asia Argento)
  • Contro me stesso – 10:19

  • Amore assurdo

    Assurdo cosa accadde

    quando ti vidi per la prima volta

    portavo un cuore entrando nella stanza

    ma uscendo non lo avevo più:

    Amore, come vetro,

    lo infranse al primo colpo

    Quanto tempo è passato

    da quel temporale

    un rimedio ti avevo dato

    per le corde vocali

    e tu mi hai disegnato una libellula

    che dice “vola da solo”

    l’avrei dovuta prendere in parola

    ma io non seguo mai la prima strada

    Poi un numero di cellulare

    sul quale ancora, sei anni dopo, ti fai chiamare

    e da lì mille peripezie

    traversate atlantiche, ultracontinentali

    Case nelle valigie

    e valigie nei corridoi

    belle scatole

    da conservare

    stivare

    per ricordare

    accumulare

    nastri

    carte

    fotografie

    passamanerie

    E adesso ho voglia di contatto

    di scriverti e parlarti

    volgermi a te

    ritornar nella tua vita

    restituirti quello che mi hai dato

    e nonostante il cuore infranto

    da lontano..

    ho voglia d’esser grato

    Ieri sono stato sotto

    dove adesso c’è un enorme specchio

    e finalmente ho ritrovato

    il disco dei black sabbath

    se lo guardi girare può ipnotizzare

    etichetta a spirale diventa un cono che sale

    (sale sale sale)

    tridimensionale

    Era una notte golosa di musa

    una candela devo avere accesa

    nell’illusione di rimaterializzare

    il nostro disordine speciale

    di abbigliamenti

    sbagliati,

    casuali

    odori

    eterosessuali

    e una vasca da bagno

    e noi..immersi nel vino rosso…

    brindare…

    Assurdo cosa accadde

    una volta uscito da quella stanza

    trasformazione radicale

    di tutto il mio universo

    il cuore in pezzi separati

    nel petto conservati

    come i frammenti degli specchi

    su cui rifletto mille volti

    che posso scegliere

    desiderare

    idolatrare

    venerare

    provar piacere carnale

    ma dopo un tale amore

    non possono più amare

    Da A ad A

    Per strade secondarie e tortuose

    sfreccia la mia smania di evasione

    non prima di aver messo in discussione

    il senso generale delle cose

    I punti di A ed A sono distanti

    da un lato solamente dall’altro confinanti

    è un imprevedibile variabile casuale

    da A ad A mi spinge sempre a ritornare

    da A ad A sono costretto ad oscillare

    da A ad A bisogna ripartire

    Per strade secondarie e tortuose

    e scopro che la fine è sempre l’inizio

    dal luogo lampeggiante di un conflitto

    nel quale il vincitore è lo sconfitto

    si scambiano di norma vizio e sfizio

    I punti da A ed A sono costanti

    nate da contrasto e per questo convergenti

    ma un incalcolato improvvisare

    da A ad A mi spinge sempre a ritornare

    da A ad A come un immobile oscillare

    da A ad A precipitarsi a risalire

    da A ad A pronti a ricadere

    da A ad A

    Loquace è il taciturno e vivo il morto

    e mi permetto l’intimo conforto

    di trasformare

    praticare la falsa disciplina

    estrarre dal veleno medicina

    l’estrazione da A ad A

    il veleno in medicina

    chi produce dal potassio tutti noi

    il pane quotidiano è medicina

    di trasformare che sia poeta o meno

    il veleno in medicina

    l’uguale rende vario e minuscolo l’enorme

    trasformabile

    di trarre dal veleno medicina

    da veleno medicina

    Da A ad A finiti a ritornare

    da A ad A certi di sbagliare

    pronti a rimandare

    da A ad A dobbiamo ripartire

    da A ad A non si può evitare

    Animali familiari

    Gli animali di questa casa sono di quattro specie,

    ce ne sono di molto piccoli ma non si lasciano vedere,

    quelli medi tranne me, li han portati via.

    di grandi non ce n’è, ma se vuoi li puoi pensare.

    E poi quelli fantastici, come la gorgone e l’arpìa

    l’ippogriffo, l’idra, ‘lunicorno e il basilisco

    i musicanti di Brema…

    Elephant Man e anche molti altri.

    I maschi delle formiche sono utilizzati

    con il solo fine della riproduzione

    e poi non resta a loro altra occupazione

    che il poter morire tenendosi le ali

    posson morire con le loro ali.

    Tra le api esiste il fuco che non svolge alcun mestiere

    e oltre a fecondare l’unica regina e chi non lo può fare

    oppure non gli va è scacciato via dall’alveare a svolazzare

    e conoscerà la fame e avrà l’umiliazione di non avere più

    nemmeno il pungiglione.

    L’inseparabile pappagallo che si fa chiamare, Agapornis

    è così affettuoso con la sua consorte

    che dopo averla scelta non la lascia più

    e da quando l’ha trovata, stretta l”ha tenuta

    tanto l’ha voluta che ora non la lascia più.

    La foca è un migratore e vive suoi ghiacci

    si spinge verso sud quando arriva primavera

    Monaca si chiama ma non è feroce

    sono altre invece che hanno denti molto aguzzi

    per procurarsi il cibo, fanno strage di pinguini

    Il leone va a cacciare con la sua compagna

    il sire spaventa la preda che poi la femmina ucciderà.

    Il maschio del gorilla è talmente premuroso

    che non può dormire con sua moglie e i figli

    per dare protezione alla famiglia tanto amata

    la guardia deve fare, per terra deve stare

    se vuoi salvare la famiglia adorata per terra dormirà.

    Ed io mi porta sempre fuori e dentro un animale

    che ti vuole che ti viene a cercare.

    Tra 5 minuti

    Tra cinque minuti

    Mi richiamerai

    Nel frattempo

    Scrivo una canzone

    Tra cinque minuti

    Spero che mi dirai

    Che fine abbiamo fatto noi

    Ma il futuro proprio non va

    Considerato..

    Chiudo gli occhi e ci sono io

    Che raccolgo me stesso

    E assomiglio ai muri

    Che trattengono i rumori

    Le parole che aspetto adesso

    Spero non mi facciano male…

    Anche se fossero vere…

    Una promessa da mantenere

    Un’occasione da onorare

    Tra cinque minuti

    Silenziosi significati

    Tra cinque minuti

    La differenza tra il dire e il fare

    Chè non si può baciare

    Da una distanza continentale..

    Ma lo spazio proprio non va

    Non va considerato

    Chiudo gli occhi e ci sono io

    E niente è cambiato

    Tra cinque minuti

    Che oramai non ho contati

    Pazientemente un attimo si attende…

    ..eternamente..

    Cinque minuti…

    Cinque minuti….

    Cinque, cinque minuti….

    Cinque minuti…..

    Cinque minuti..

    …che non sono mai arrivati….!

    Demoni nella notte

    Era una notte

    mai ne avevo viste uguali in precedenza

    dai muri della mia stanza

    nascono ombre che si muovono verso di me

    Mi costringono all’immobilità

    ma ho gli occhi aperti

    devo combattere, non devo lasciarmi condizionare

    ma fanno un cerchio e iniziano a danzare

    Resto a guardare

    senza la grazia del meditare

    Vedo che appare qualcosa che mai si potrà raccontare

    e allora premo l’interruttore

    Specchio la faccia nel vetro

    senza vedere la bocca

    sudo, non per stanchezza

    pulsa violento il cuore

    Come un tempo io riparlerò a mia madre,

    lei non sa capire la malinconia

    fingo il distacco dal passato e ne sono invece incatenato

    Resto a guardare

    senza la grazia del meditare

    (resto a pensare)

    Vedo apparire

    senza la rancidità del ragionare cose talmente vere

    Mi sembra quasi di poterle toccare

    Qualcosa di infernale scompare

    Non ti preoccupare

    non ci sono demoni nella notte

    Una storia di amore e di vanità

    Eco, la ninfa più bella del bosco andava spesso tra gli dei a raccontare storie. Un giorno parlando si sé cominciò:

    “Ora voglio cantare

    Di una storia d’Amore e di Vanità:

    Li assomiglia

    Io amo lei

    Lei ama solo se stessa.

    …E dal pianto la voce

    nel bosco svanisce

    e si trasforma in un sasso

    che muto non tace

    il sospiro dovuto a chi, come te

    così tanto si piace

    ed è un mortale piacere

    che ti trasformerà in fiore.

    La mia unica forza

    Ricordare la voce

    d’una storia d’Amore e di Vanità:

    la leggenda del non-amore

    che si scrive di sera

    d’una cosa che sarebbe bella,

    ma non è vera,

    è che tu, mia Riflessa Creatura

    mi guardi negli occhi

    per una volta ancora,

    per una volta ancora…

    prima che giunga Primavera”

    La verità

    Sembra l’inferno

    mezzogiorno incandescente

    smagliante il sole fonde l’autostrada

    mentre fuori tutto esplode in un bagliore accecante

    dentro di me non vedo chiaro niente

    torno da te

    ma senza travestimenti

    potessi rivelarti il vero volto

    dirti ciò che sento

    confessarti un tradimento

    e illudermi che poi tu farai altrettanto con me

    la verità andrebbe detta con parole semplici

    la verità è che così come è non va

    non mi far domande adesso

    goditi il presente

    non cercarla

    che verità si mostra solamente a chi sa sopportarla

    corro batto il baleno più rapido del suono

    che in fondo alla via dritta vedo già la vita mia che aspetta

    ma più è vicina più è ristretta

    sempre più piccina, sconosciuta, aliena

    ma è così che mi cattura e mi fa dir ” no no non per me ancora non è l’ora”

    Menzogna è cosa falsa che credi vera

    e affabulando per il mondo te ne vai

    racconti storie per sentirti amato ma poi alla memoria che non hai sfugge un dettaglio

    dell’imbroglio e voilà

    bell’e giocato il risultato e il posto in società

    la verità sta nei discorsi degli altri

    la verità è la sola sostanza che potrà salvarci

    tu non dici niente ma solo guardandoti negli occhi sei distante

    la verità non è nei fatti ma nei sentimenti

    non la credere assoluta non è pulita e neanche sporca

    forse la verità

    non appartiene aldiqua

    U-blue

    U blue u true

    in love me and you

    i do really talk to you

    doo doo who who

    you do and undo

    dad is pround of baby blue

    Tu che sei blu e guardi il giorno sorridente

    Gli angoli della bocca in su

    Tra tutte le scatole sorprendenti

    Ti attira quella che sta più in alto

    E scegli sempre la più luccicante

    Chiedimi perché e ti rispondo:

    “perché è autunno

    che arriva passa e va’ regolarmente”

    Oggi secondo me nella TV non c’è proprio niente

    Di così importante

    Che ci faccia rinunciare a

    giocare o a domandar perché

    U blue u true

    in love me and you

    i do really talk to you

    doo doo who who

    you do and undo

    dad is pround of baby blue

    Lei qui non c’è

    Ma tra un po’ la

    Raggiungeremo noi

    Chissà come sta e al mattino cosa fa

    Poi partirò e ti divertirai con lei

    Allora canterò che mi mancherai

    Ma poi sai che tornerò e si ricomincerà a cantare

    U blue u true

    in love me and you

    i do really talk to you

    doo doo who who

    you do and undo

    dad is pround of baby blue

    La cosa

    Ti dico “i’m not like everybody else”!

    io invece “sono come tutti gli altri”

    Non restare più di tanto senza dormire!

    non c’è bisogno di impazzire, mi dici:

    “sai che molti credono che faccio chi sa che cosa?”

    Chissà che cosa? TUTTI VOGLIONO LA STESSA COSA!

    chissà cos’è che desideran tutti

    L’ostrica che sa di mare messa al centro del piatto

    dopo il giro in senso orario si va dalla più corrente alla più speciale.

    E allora non c’è neanche bisogno del limone per profumare

    è gia’ perfetto il suo odore naturale, non artefare, non arte-fare.

    Che cazzo dici, chissà che cosa? Che tutti vogliono la stessa cosa.

    Ma non capisco cosa vuoi dire, giri le parole e la mia testa duole

    io e te vogliamo cose-case diverse

    Non è più tempo r’n’r babilonese devo badare alle spese, senza pretese

    Ma bisogna evitare di finire banali e riproporsi sempre uguali

    Evitare futuro fallimentare – Evitare futuro fallimentare

    Ti vedo ti parlo delle ragazze, l’universo femminile

    Del mio amore perduto senza il mio volere

    E il tentativo di ieri sera che è finito male

    Non la credevo una di quelle ecco perchè mi ha dovuto mentire

    Senno’ rischiava di cadere in un vero amore e non è abituata o ne ha paura

    Ma tu perchè mi dici cose che non voglio sapere io la mia donna mica te la vengo a dire

    perchè conservo l’amore come un segreto, m’illudo d’essere amato

    le voglio bene timidamente, non te ne parlo poco o niente.

    Tu mi spaventi così tu mi violenti col tuo bellissimo cuore spaccato

    senza pudore o barriere me lo presenti vorrei

    ma non ti posso salvare, vorrei ma non ti posso salvare

    Chissà che cosa tutti vogliono la stessa cosa

    Chissà che cosa tutti vogliono la stessa cosa

    Liebestod

    Doors used to be open

    but now they’ve been nailed shut

    lights are on

    but no one is at home

    what has been, what never will

    mirages of future springs

    always returning maybe

    a sword of Damocles

    is hanging above your head

    will i turn out to be some kind of stranger

    ti you again

    and after this no other love shall exist

    after this no other love will, will, will

    i’m out, there, somewhere

    a ship with its sails, the cold black sea,

    unreachable, unavailable

    the incarnation of your damnation

    a curse you put upon yourself

    for the one you’ll never have

    you will never find another

    there will be no more, and no other lover

    for you and i forever, and ever

    after this no other love shall exist

    after this no other lips will ever be kissed

    after this no other kiss shall be missed

    after this no other love

    Contro me stesso

    E sono contro me stesso

    Ma quale sopravvivenza?

    Quale premura e urgenza c’è nell’aumentare la paura

    e non avere cura di sè?

    Spostando ogni giorno più in là il limite psicofisico di resistenza

    Con la sola scusa dell’autocoscienza

    Io sono l’unico su cui puoi contare

    perchè son contro me stesso

    Ma quale intelligenza?

    Quale premura e urgenza c’è a non avere stima di sè?

    Faccio di tutto per impedire il mio successo stesso

    perchè son contro me stesso.

    Perchè ogni vincitore per natura deve dominare

    e per forza comandare

    e non può nessuno subire

    e io mai ti potrei ferire,

    a meno che tu non mi voglia amare

    Io non mi curo non intendo ringiovanire

    Non ho nulla da preservare o centellinare

    Non ho giorni da dimenticare

    Fotografie nascoste o ambizioni di perfezione

    Io non simulo il mio progresso

    perchè son contro me stesso

    Io son contro me stesso

    No, non simulo il mio progresso

    perchè son contro me stesso

    Non ho giorni da dimenticare

    Fotografie nascoste o ambizioni di perfezione

    Io non simulo il mio progresso

    Perchè son contro me stesso

    Io son contro me stesso